Storia

Il “Belvedere”, come luogo, è più antico di Bassano perché nella Centuria Romana del primo secolo a.c. qui si collocò l’incrocio di un cardo con un decumano. Quel cardo corrisponde oggi al Viale delle Fosse e quindi ad un tratto della Valsugana, e il decumano a Via Torino, quindi ad un tratto della Schiavonesca. Questo nodo di traffico e di sosta contribuirà a determinare il nucleo originario di Bassano.

Nel periodo ezzeliniano, conclusosi tragicamente nel 1259, al Belvedere fece capo la principale linea di arroccamento verso i Castelli di Romano, Borso e San Zenone. E’ questo il periodo in cui vi sorge la prima ‘bettola’, un banco di mescita di vino locale. Verso la fine del ‘300, l’allargamento della cinta muraria della città e l’apertura di una nuova porta denominata “Nogarola” e, in seguito “delle Grazie” ad opera di Gian Galezzo Visconti, contribuì ad intensificare l’affluenza e i traffici al Belvedere.

Ma la nascita del “Belvedere” come albergo coincide cronologicamente sotto la dominazione della Repubblica di Venezia, esattamente il 10 giugno 1404. Fu Francesco Bembo, Rettore e Governatore, a domandare un anno dopo al Consiglio Cittadino l’autorizzazione all’apertura di un locanda con stallo e cambio dei cavalli in luogo della “Bettola”, giudicata inadeguata all’importanza assunta del luogo.

Il 1500 è il secolo d’oro per la città. Si consolida l’economia fondata sui “pannilani” e sulle sete. E’ in piena attività anche la famiglia di pittori dei Da Ponte, nota in tutto il mondo.
La posizione geografica ne fa la porta di terra della Serenissima verso il Nord.
L’intenso traffico dei Padri Conciliatori in viaggio per Trento (1545) favoriscono anche il lancio “turistico” di Bassano e del Belvedere, presso il quale apprezzano certi prodotti locali come gli asparagi, i piselli, i sedani, le ciliegie, il vino, e i prodotti provenienti dagli allevamenti ovini.
E’ documentato durante questo periodo, precisamente nel 1562 il transito a Bassano di 2 Pontefici: Paolo III° e Pio IV°. Quasi certamente non i due Papi, ma i personaggi al seguito si fermarono al Belvedere dove effettuarono lo scambio dei cavalli. Nell’attuale complesso edilizio del Belvedere sono evidenti le tracce e la presenza di fondazioni e di muraglie tipicamente risalenti al XV° secolo.
Nel 1600 la “Locanda al Belvedere” assume importanza economica con lo sviluppo del centro Editoriale Remondiniano e dell’artigianato della ceramica.
Certi cronisti affermano che, per la disinfestazione di Bassano durante una pestilenza, si provvide ad imbiancare le pareti esterne della città con calce, e anche del Belvedere, cancellando affreschi di Gerolamo dal Ponte.

Il 700 è un secolo felice per Bassano ed altrettanto deve dirsi per il Belvedere che ormai assume la dignità d’albergo. Occorre notare che al volgere del ’700 Bassano diviene città a capo di provincia ed epicentro economico del vasto territorio tra il Brenta ed il Piave. Risulta che al tempo la proprietà dello stabile fosse dei Conti Ghirardi di Venezia, i quali riscuotevano gli affitti per l’osteria, il caffè e per una bottega da fabbro.
Alla fine del ’700 e precisamente nel 1796 l’uragano napoleonico distruggerà la città di Bassano. Ai francesi, che lasceranno pessimo ricordo di sé, subentreranno gli austriaci sotto i quali Bassano decadrà ulteriormente, sia per la fine dell’impresa Grafico-Editoriale, sia per un’eclissi dell’arte della ceramica. Occorrerà attendere il 1866 l’arrivo degli italiani segna la fine della dominazione straniera. Il comandante è il Generale Medici che, prima di entrare in città da Porta delle Grazie, farà sosta al Belvedere, dove nel frattempo si erano susseguiti diversi proprietari. Finché non subentrarono i Ferraro i quali, alla fine dell’800, trasformarono l’originaria struttura in un albergo di 3 piani e 26 vani (restauri del 1867/68, 1878, dopo l’abbattimento delle mura di Viale dei Martiri, e all’apertura del Viale Venezia nel ’50/’60).

Ed è estremamente difficile compilare l’elenco delle personalità di fama mondiale che hanno soggiornato al Belvedere; sappiamo di certo che vi ha fatto sosta George Sand che proprio al Belvedere si incontrò con il Conte Pagello dopo la separazione da De Musset; in quell’occasione la scrittrice appuntò la celebre frase su Bassano: “Un Lembo di cielo caduto in terra”. Nell’800 vi sostò Niccolò Tommaseo, nel 1908 Giosuè Carducci, nel periodo della guerra 1915-18 i capi storici delle forze armate italiane, Cadorna, Giardino, Diaz, Pecori Giraldi, oltre ai comandanti dei corpi di spedizione inglesi e francesi. Sempre durante la grande Guerra si segnala la presenza dello scrittore Ugo Oietti, di Gabriele d’Annunzio, del pittore Ettore Tito, e di Ernest Hemingway. Nel 1938 fa la sua comparsa il dittatore Juan Domingo Peron. Frequentatori di spicco del mondo dello spettacolo, quali il grande attore veneziano innamorato di Bassano, Francesco Baseggio, i due bassanesi Tito Gobbi e Mafalda Favero.
Il Cav. Antonio Bonotto che subentra nel Dicembre del 1973, inizia nel 1977 un altro radicale restauro della parte storica del Belvedere apportando dei notevoli cambiamenti con servizi d’avanguardia, fra cui dotare tutte le camere di bagno e riscaldamento. Pochi anni dopo, in occasione dei Campionati Mondiali di Ciclismo del Veneto che ebbero luogo a Bassano nel 1985, e di cui il Belvedere ne fu sede principale, si ampliò la capienza con la costruzione di altre 45 camere portando così il complesso a 90 camere costantemente in ammodernamento per soddisfare le nuove esigenze della Clientela d’affari e turistica.
Lasciata la gestione del Ristorante “Castello Superiore” di Marostica nel 1987, i Bonotto si trasferiscono definitivamente a Bassano con impiego e suddivisione di forze di tutti i componenti familiari. Nel 1996 i Bonotto ad acquistano anche l’Hotel Palladio, un hotel 4 stelle di moderna costruzione che può far fronte ancor più alle esigenze della clientela nazionale, internazionale, d’affari e non; ma soprattutto per le sue capacità di ospitare Meeting e Congressi.

L’ Ultima ristrutturazione del 2007 del Hotel Belvedere ha portato la capienza totale dell’hotel alle attuali 83 camere, che sommate alle 66 del Palladio fanno una capacità d’accoglienza di 150 camere, 1 Ristorante con 4 sale,e 12 Sale congressi.

Oggi la Bonotto Hotels è indubbiamente è il gruppo alberghiero più prestigioso di Bassano e dintorni, dove storia, tradizioni, cultura e servizi d’avanguardia s’intrecciano armoniosamente. Belvedere e Palladio, tradizione e modernità che camminano insieme uniti per offrire la massima attenzione al nostro Ospite.
La Bonotto Hotels è certamente consapevole dell’impegno civico che l’impresa alberghiera comporta ed è altrettanto certo che non sono molti in Italia ed in Europa che possono vantare una tradizione così importante.