Storia e Tradizione
L'HOTEL BELVEDERE, come luogo, è più antico di Bassano perché nella Centuria Romana del primo secolo a.c. si collocò all'incrocio di un cardo con un decumano in faccia all'anfiteatro delle prealpi.
Quel cardo corrisponde al Viale delle Fosse e quindi ad un tratto della Valsugana, e il decumano a Via Torino, quindi ad un tratto della Schiavonesca. Quindi in un nodo di traffico ed in una posizione di sosta che contribuirà a determinare il nucleo originario di Bassano: fortilizio e Pieve del decimo secolo.
Nel 40 Ezzeliniano, conclusosi tragicamente nel 1259, al Belvedere fu capo la principale linea di arroccamento verso i Castelli di Romano, Borso e San Zenone. Vi sorge una mescita di vino locale.
Il quadro non mutò sotto la Signoria degli Scaligeri e poi dei Carraresi (1319-1388), né sostanzialmente mutò con i Visconti, benché sia stato Gian Galeazzo ad allargare la cinta murata della città ed erigere una nuova porta denominata "Nogarola" e, in seguito "delle Grazie" oltre alla quale, sul Belvedere, si intensificò l'affluenza alla Bettola Rusticale.
Ma la nascita del "Belvedere" come albergo coincide cronologicamente con la dedizione di Bassano alla Repubblica di Venezia realizzatasi di diritto il 10 giugno 1404.
Fu Francesco Bembo, Rettore e Governatore, a domandare un anno dopo al Consiglio Cittadino l'autorizzazione all'apertura di un locanda con stallo e cambio dei cavalli in luogo della Bettola, giudicata inadeguata all'importanza assunta del luogo.
Nell'attuale complesso edilizio del Belvedere sono evidenti le tracce e la presenza di fondazioni e di muraglie tipicamente risalenti al XV° secolo.
Il 1500 è il secolo d'oro per la città; si consolida l'economia fondata sui "pannilani" e sulle sete; è in piena attività la famiglia dei Da Ponte nota in tutto il mondo.
La posizione geografica ne fa la porta di terra della Repubblica Veneta verso il Nord.
L'intenso traffico dei Padri Conciliatori in viaggio per Trento, con il lancio turistico della Città, fanno anche il lancio turistico del Belvedere presso il quale apprezzano certi prodotti locali come gli asparagi, i piselli, i sedani, le ciliegie, il vino, per non dire i prodotti degli allevamenti ovini.
Nel periodo del Concilio di Trento si affermò il transito per Bassano di 2 Pontefici: Paolo III° e Pio IV° nel 1562. Certamente non i due Papi, ma i personaggi del seguito si fermarono al Belvedere dove effettuarono lo scambio dei cavalli.
Nel 1600 la "Locanda al Belvedere" assume importanza economica con lo sviluppo del centro Editoriale Remondiniano e nell'artigianato della ceramica.
Certi cronisti affermano che, per la disinfestazione di Bassano durante una pestilenza del secolo, si provvide ad imbiancare le pareti esterne della città con calce, e anche del Belvedere cancellando affreschi di Gerolamo dal Ponte -inizio '500.
Il 700 è un secolo felice per Bassano ed altrettanto deve dirsi per il Belvedere che ormai assume la dignità d'albergo, tanto più che la posizione fuori dalle mura assume rilevanza solo in caso di pestilenza. Occorre notare che al volgere del '700 Bassano viene eretta a dignità di città a capo di provincia ed epicentro economico del vasto territorio tra il Brenta ed il Piave. Risulta che al tempo la proprietà dello stabile fosse dei Conti Ghirardi di Venezia, i quali riscuotevano gli affitti per l'osteria, il caffè e per una bottega da fabbro. Alla fine del '700 e precisamente nel 1796 compare l'uragano napoleonico che distruggerà la città di Bassano. Ai francesi che lasceranno pessimo ricordo di sé, subentreranno gli austriaci sotto i quali Bassano decadrà ulteriormente, sia per la fine dell'impresa Grafico-Editoriale, sia per un'eclissi dell'arte della ceramica. Occorrerà attendere il 1866 e l'arrivo degli italiani al comando del Generale Medici che, prima di entrare in città da Porta delle Grazie, farà sosta al Belvedere.
Il complesso "Belvedere" storicamente ha subito un primo restauro verso la metà del XVI° secolo; due diversi restauri nel corso del XVIII° secolo. Dal 1812 si succedettero diversi proprietari, finché non subentrarono i Ferraro i quali, alla fine dell'800, trasformarono l'originaria struttura in un albergo di 3 piani e 26 vani (restauri del 1867/68, 1878, dopo l'abbattimento delle mura di Viale dei Martiri, e all'apertura del Viale Venezia nel '50/'60).
Il Cav. Antonio Bonotto che subentra nel Dicembre del 1973, inizia nel 1977 un altro radicale restauro della parte storica del Belvedere apportando dei notevoli cambiamenti con servizi d'avanguardia, fra cui dotare tutte le camere di bagno e riscaldamento. In occasione dei Campionati Mondiali di Ciclismo del Veneto che ebbero luogo a Bassano nel 1985, e di cui il Belvedere ne fu sede principale, si ampliò la capienza con la costruzione di altre 45 camere portando così il complesso a 90 camere costantemente in ammodernamento per soddisfare le nuove esigenze della Clientela d'affari e turistica.
Lasciata la gestione del Ristorante "Castello Superiore" di Marostica nel 1987, i Bonotto si trasferiscono definitivamente a Bassano con impiego e suddivisione di forze di tutti i componenti familiari.
Oggi l'Hotel Belvedere è indubbiamente la struttura alberghiera più prestigiosa di Bassano e dintorni, dove storia, tradizioni, cultura e servizi d'avanguardia s'intrecciano armoniosamente. I Bonotto arrivano nel 1996 ad acquistare anche l'Hotel Palladio, di moderna costruzione che può far fronte ancor più alle esigenze della clientela nazionale, internazionale, d'affari e non; ma soprattutto il Palladio si distingue per le sue capacità di Meeting e Congressi.
Particolare cura è sempre stata data al Ristorante, rinomato per la continua ricerca e proposte di ricette nazionali e regionali, ma con speciale cura alle tipicità del territorio riviste in chiave moderna. Dal 1967 continua l'appartenenza alla catena dei Ristoranti del Buon Ricordo - ora i prìncipi sono i Bigoli al ragù d'anatra.
Belvedere e Palladio, tradizione e modernità che camminano insieme uniti da qualificati servizi senza mai togliere sicurezza per il cliente con la sensazione di essere tra persone amiche - "il Tocco Personale che Ti Distingue". Ed è estremamente difficile compilare l'elenco delle personalità di fama mondiale che hanno soggiornato al Belvedere; sappiamo di certo che vi ha fatto sosta George Sand che proprio al Belvedere si incontrò con il Conte Pagello dopo la separazione da De Musset; in quell'occasione la scrittrice appuntò la celebre frase su Bassano: "Un Lembo di cielo caduto in terra". Nell'800 vi sostò Niccolò Tommaseo, nel 1908 Carducci, nel periodo della guerra 1915/18 i capi storici delle forze armate italiane, Cadorna-Giardino-Diaz-Pecori Giraldi, oltre ai comandanti dei corpi di spedizione inglesi e francesi. Sempre durante la guerra del 15/18 devesi segnalare la presenza dello scrittore Ugo Oietti, di Gabriele d'Annunzio, del pittore Ettore Tito, e di Ernest Hemingway
Nel 1938 fa la sua comparsa il dittatore Juan Domingo Peron. Frequentatori di spicco del mondo dello spettacolo, quali il grande attore veneziano innamorato di Bassano, Francesco Baseggio, i due bassanesi Tito Gobbi e Mafalda Favero. I Politici con il Presidente Pertini o Spadolini; Attori di cinema e teatro come Paola Barboni, Calindri, e Barbara De Rossi o Marco Columbro.
La BONOTTO HOTELS è certamente consapevole dell'impegno civico che l'impresa alberghiera comporta ed è altrettanto certa che non sono molti in Italia ed in Europa che vantano una tradizione altrettanto unica quale il Belvedere ora unito al Palladio.

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